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Corsi di cucina Vegana Amatoriale: Inizio 4 Ottobre

Diamo il via ai nuovissimi corsi di cucina vegana amatoriali con inizio il 4 ottobre, h 18:30 alla  Scuola di cucina Buffettieri in piazza San Domenico 30, Catania.

Una serie di appuntamenti in prima serata in cui Enza Arena, Vegan pastry chef docente della VEGANOK Academy aprirà le porte della sua cucina attraverso tante idee da realizzare insieme a te, attraverso tecniche, consigli e alternative pratiche e gustose da far conoscere ai tuoi familiari e amici durante i vari momenti della giornata o nelle occasioni di convivialità.

Durante i corsi di cucina vegana amatoriali gli ingredienti di origine vegetale saranno i protagonisti e verranno utilizzati nei modi più svariati ed insoliti per arricchire le tue pietanze e realizzare tutto ciò che ti servirà per comporre il tuo menù in base alle esigenze di gusto e non solo.

Imparai a conoscere e riconoscere gli  ingredienti da utilizzare, le alternative a quelli di origine animale per poi realizzare primi, secondi piatti e contorni e dessert insieme agli impasti base, alle salse d’accompagnamento e alle relative tecniche di autoproduzione.

Un corso completo di cucina vegana, adatto a tutti, che ti permetterà di realizzare in perfetta autonomia ciò che più è adatto a te e alla tua famiglia.

Scopri il programma completo qui!

Vi aspettiamo alla Scuola di cucina Buffettieri, piazza San Domenico 30, Catania.

Date corsi: 4/11/18/25 ottobre e 8 novembre dalle ore 18:30

Kit a disposizione: ricettario, grembiule con logo ufficiale della Scuola

Attestato di Partecipazione certificato dalla VEGANOK Academy

Per info e prenotazioni Tel. 3474392782 info@buffettieri.it

Dolce autunno vegano

Dolce autunno vegano è il dessert presentato da Enza Arena, Vegan Pastry Chef, al primo Open day della Scuola di cucina Buffettieri, un’esplosione di sapori e profumi che richiamano il territorio siciliano.
Protagonisti del Dolce autunno vegano sono la dolcezza dei fichi dell’Etna, sfumati al Marsala, con olio extra vergine d’oliva e mandorle tostate, alleggerita da una soffice mousse allo yogurt e lime.
Il dessert è privo di ingredienti di origine animale, senza latte, burro e uova, quindi adatto non solo ad un pubblico vegano ma anche intollerante al lattosio, alle caseine e alle uova.
Un’idea da proporre come fine pasto, in grado di accontentare tutti, anche i palati più esigenti, che rimarranno piacevolmente stupiti dall’equilibrio e dalla bontà di un dolce apparentemente “senza” ma che non ha nulla da invidiare ad un dolce tradizionale.
Preparato in anticipo può essere congelato in stampi in silicone e conservato per parecchio tempo, per avere sempre a portata di mano un dolce goloso e particolare da servire ai tuoi ospiti.

Ingredienti per il Dolce autunno vegano

Pan di Spagna al cacao con acquafaba (teglia 30×40) 180°C 15/16 min.

  • 200 g di acquafaba (acqua di cottura di ceci in scatola)
  • 100 g di zucchero
  • 150 g di olio di girasole
  • 125 g di bevanda di soia senza zuccheri aggiunti
  • Aceto di mele 1 c
  • Aroma
  • 226 g di farina
  • 11 g di lievito per dolci (o cremor tartaro e bicarbonato)
  • Un pizzico di sale
    Composta di fichi e mandorle al Marsala
  • 380 g fichi freschi
  • 60 g zucchero di canna chiaro
  • 100 g di acqua
  • 50 g di mandorle tostate
  • Marsala b.
  • Olio Evo
  • Cannella in polvere
  • Sale
    Mousse allo yogurt e lime
  • 200 g yogurt vegetale colato senza zuccheri aggiunti
  • 50 g zucchero a velo setacciato
  • 50 g di panna + 2 g di agar agar
  • 100 g panna vegetale semimontata
  • Scorza di lime grattugiata

Procedimento per il biscuit

Preriscalda il forno a 210°C per la cottura in teglia rettangolare (30×40), oppure a 180°C per il pan di Spagna in teglia rotonda (22 cm).
Realizza una meringa montando in planetaria l’acquafaba con lo zucchero. A parte emulsiona la bevanda di soia con l’olio di girasole, l’aceto di mele e la curcuma con l’aiuto di un mixer ad immersione.
Setaccia tutte le polveri e miscelarle tra loro.
Con una spatola in silicone unisci l’emulsione di bevanda e olio alla meringa di acquafaba facendo attenzione ad esercitare un movimento dal basso verso l’alto senza smontare il composto. Allo stesso modo unisci le polveri in tre tempi, disperdendole in modo uniforme. Stendi il composto in
teglia rettangolare o rotonda.
Per la cottura in teglia rettangolare cuocere a 210°C per circa 10/12 min per la cottura in teglia circolare imposta la temperatura a 180°C e cuocere per circa 30 min.
Procedimento per la composta di fichi
In una pentola antiaderente cuoci i fichi sbucciati con l’acqua. Appena saranno morbidi unisci le mandorle e sfuma con il Marsala. Per ultimo insaporisci con olio Evo e sale.
Procedimento per la mousse alla yogurt
Cola lo yogurt per renderlo compatto. Frulla con lo zucchero a velo setacciato. A parte disperdi l’agar in un pentolino con la panna e porta a leggera ebollizione. Preleva una parte di yogurt, unisci con il liquido caldo e mescola con una frusta. Unisci alla restante parte sempre mescolando.
Incorpora la panna semimontata e fredda. Unisci la scorza di lime grattugiata.
Composizione del dolce
In una coppa rivesti il fondo con il biscuit e alterna con la composta e la mousse allo yogurt. Lascia rassodare in frigo almeno un paio d’ore. Si  possono utilizzare anche stampi in silicone da congelare e smodellare un paio d’ore dal servizio.

Open Day della scuola di cucina Buffettieri

Ti aspettiamo al primo Open Day della scuola di cucina Buffettieri sabato 14 settembre ore 10:00 -19:00 per un’intera giornata in cui la cucina e la pasticceria saranno i protagonisti!
Saremo felici di aprire le porte della nostra scuola per accogliervi nei nostri locali insieme al nostro team di docenti che trascorreranno insieme a voi momenti dedicati al mondo della cucina e della pasticceria.
La scuola di cucina Buffettieri è ubicata nel cuore di Catania, a pochi passi dal centro in cui nascono i mercati storici della città, dove molte delle materie prime nostrane vengono scelte dagli chef per la realizzazione dei menù tipici della nostra cucina.

E’ proprio qui la nostra scuola di cucina abbraccia la tradizione culinaria della nostra terra ma con una sguardo sempre attento alle novità e alle nuove tendenze della gastronomia.
Il nostro team di docenti è stato selezionato con cura non solo per competenza e professionalità, ma anche per il legame profondo con il proprio territorio che conoscono e valorizzano attraverso l’arte della cucina e della pasticceria.

Ognuno con le sue specializzazioni e specialità, non vedono l’ora di farvi conoscere e condividere quello che per loro non è solo una professione ma soprattutto una grande passione.

Cosa faremo all’Open Day della scuola Buffettieri?

Dopo un accogliente coffee time di benvenuto, il nostro team di docenti si alternerà per tutta l’intera giornata in delle masterclass di cucina e pasticceria. Un viaggio nella cucina tradizionale siciliana a quella stellata e vegana, per passare dalla pasticceria raffinata e ricercata a quella salutistica e per intolleranti.

Concluderemo con la degustazione delle preparazioni che verranno presentate e spiegate passo dopo passo.
All’Open Day della scuola di cucina Buffettieri presenteremo ufficialmente i corsi professionali ed amatoriali e conoscerai gli chef ed i formatori che ti guideranno nel fantastico mondo della ristorazione e della buona cucina, attraverso un calendario ricco di appuntamenti all’insegna della formazione e della convivialità.

Come partecipare?

Iscriviti gratuitamente compilando il modulo attraverso questo link e scopri il programma della giornata!
Ad accoglierti saranno:
Fiorella Chiello – fondatrice Scuola di cucina Buffettieri
Enza Arena – Vegan Pastry Chef
Daniele Corsaro – Pasticcere
Gianluca Mignemi – Chef

Ti aspettiamo sabato 14 settembre ore 10:00 – 19:00 alla scuola di cucina Buffettieri, Piazza San Domenico 30, Catania.

Sarde a beccafico alla palermitana

Forse non tutti sanno che le sarde a beccafico, in siciliano sardi a beccaficu, sono state inserite nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T) dal Ministero delle politiche agricole alimentari.

Il nome del piatto deriva dai beccafichi, volatili che in passato venivano cacciati dai nobili siciliani. La ricetta antica prevedeva che
venissero consumati farciti con le interiora.
Il piatto era molto buono ma troppo costoso per i popolani che si ingegnarono modificando la ricetta.Sostituirono agli uccelli, le sarde,
molto piu’ economiche e al ripieno di interiora la mollica e i pinoli.

Ingredienti per 4 persone, tempo di preparazione 1h, cottura 20 min.

  • 1 Kg di sarde
  • 3 cucchiai di pecorino grattugiato
  • 150 gr di pangrattato
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • 2 acciughe sotto sale
  • 30 gr di pinoli
  • 50 gr di uvetta
  • zucchero
  • 2 limoni
  • olio extravergine
  • foglie di alloro
  • sale e pepe

Metodo di preparazione delle sarde a “beccaficu”

Dorate il pangrattato in 2 cucchiai d’olio, mettetene da parte un cucchiaio e versate il resto in una terrina. Dopo aver messo l’uvetta in
ammollo in acqua tiepida, strizzatela e versatela nella terrina insieme ai pinoli e al prezzemolo tritato. Pulite le acciughe e insieme al pepe e a un pizzico di sale aggiungetele al composto della terrina. Amalgate il tutto e se necessario aggiungete un po di olio. Lavate e pulite le sarde (eliminando lische e testa), stendetele su un piano e versate sopra un pizzico di sale. A questo punto versate su ognuna un po del
composto preparato e arrotolatele a forma di involtino. Disponetele in una teglia unta e alternate le foglie di alloro con fettine sottili di limone.
Infine versate sopra le sarde del succo di limone e spargete sopra il cucchiaio di pangrattato che avete messo da parte. Infornate per 15
minuti a 200 °.

Il Cous Cous

Le origini del Cous Cous

Il cous cous ha da sempre caratterizzato la cucina dei nomadi berberi, pastori che si nutrivano principalmente di grano che veniva prima sbriciolato, poi setacciato e quindi fatto essiccare.
Ancora oggi in Africa,questa pietanza mantiene la sua forte valenza sociale.Le famiglie, sedute per terra, lo consumano con le mani attingendo da un unico piatto, ragione per cui in tanti hanno ravvisato in questo “rito” delle similitudini con il moderno finger food.
Una pietanza che ha conquistato tutto il Mediterraneo e che la Sicilia ha saputo reinterpretare in moltissime ricette. La preparazione tradizionale è molto complessa perchè prevede la lavorazione della semola,insieme ad acqua e sale, con le mani, fino ad ottenere granelli separati tra di loro. Questo passaggio si chiama incocciatura. Il cous cous viene poi cucinato nella tipica pentola in terracotta, la couscoussiera, divisa in due sezioni. Nella parte inferiore vengono cotti i cibi di condimento, verdure, carne o pesce. Nella parte superiore
cuociono, grazie al vapore proveniente dalla parte inferiore della pentola, i grani di semola.

Modi di preparazione del cous cous

L’ingrediente comune in Nord Africa è l’harissa, un misto di erbe piccanti cucinate insieme a legumi.
In Sicilia, nel trapanese lo si prepara con il brodo di pesce. La ricetta tradizionale prevede la lavorazione a mano del cous cous fino a raggiungere la cosiddetta incocciata ( i grani devono essere tondi e saparati). A Trapani, il cous cous è diventato talmente importante nella cultura gastronomica locale che tutti gli anni , a settembre, si festeggia a San Vito Lo Capo il Cous Cous Festival , un evento che attrae chef da tutto il mondo che si sfidano nella preparazione di questo piatto.

Cous Cous ricetta base

Mafaradda, recipiente di terracotta, in cui viene legata la semola (in alternativa una ciotola) Cuscusiera, tegame di coccio con i buchi (colapasta della stessa misura della pentola su cui verrà posto).

Preparazione:
Versate la semola a pioggia nella mafaradda, aggiungendo poca acqua leggermente salata , con un movimento continuo e circolare. Man mano che si formano, posate i granelli su una tovaglia pulita e lasciateli asciugare per circa 2 ore.
Dopo questo tempo, rimettete il cous cous nella mafaradda e aggiungete mezzo bicchiere di olio mescolando tutto in modo che assorba bene.Condite il tutto con un ciuffo di prezzemolo tritato,1 cipolla grattuggiata e peperoncino.A questo punto versate la semola, lavorata e condita, nella couscussiera i cui fori sono stati coperti con foglie di alloro. Mettete la couscussiera su una pentola che avrete riempito fino
a metà di acqua, e sigillate le due casseruole con la coddura , impasto di acqua e farina, per evitare la dispersione di vapore. Cuocete per un ora e un quarto. Il cous cous sarà piu’ saporito se messo a cuocere sulla pentola con la zuppa che cuoce lentamente. In questo caso, si utilizza una parte del brodo con cui dopo verrà bagnato “abbiviratu” con pesce, verdure o carne in base al tipo di preparazione che si desidera. A fine cottura il cous cous va posto nella mafaradda e irrorato con il brodo, il composto va mescolato e lasciato riposare per 1 ora sotto una coperta di lana che va posta sul coperchio. A questo punto il cous cous è pronto per essere gustato accompagnato da altro brodo.

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